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Il museo occupa un'ala del seicentesco convento di Santa Chiara, fondato nel 1607 dalle clarisse del monastero di San Fabiano di Rieti su un edificio preesistente. Il complesso, dal 1821 destinato ad attività laiche, si affaccia sul corso cittadino e oltre al museo ospita la biblioteca e alcuni uffici comunali. Il museo, aperto nel 2002, è dedicato a due artisti fortemente legati al territorio: Carlo Cesi, antrodocano di nascita (1622 - Rieti 1682), noto pittore classicista molto attivo a Rieti, è rappresentato nella collezione del museo da due pale d'altare; Lin Delija (Scutari 1926 - Roma 1994), pittore albanese esiliato, dopo aver studiato a Roma, nel 1963 si trasferisce ad Antrodoco dove risiede, insegna e lavora per oltre trenta anni. I concittadini in segno di amicizia e stima hanno donato e raccolto le sue opere esposte nel museo. Le opere sono ordinate per temi nei piccoli e suggestivi ambienti del museo, sei sale allestite con cura intorno al tema del frammento. Quest'ultimo è stato suggerito dalla trama delle tavole che l'artista era solito assemblare con supporti diversi e poi dipingere e ricorre nella struttura dei pavimenti come in quella delle porte e nel gioco sulle pareti della sala dei disegni (sala VI). I dipinti di Lin Delija, prevalentemente tempere e olii, databili tra la metà degli anni cinquanta e gli anni novanta del Novecento, mostrano un linguaggio stilistico espressionista che rielabora accenti fauve e gli insegnamenti della scuola romana (il pittore era stato allievo di Mario Mafai a Roma). I soggetti, numerosi quelli religiosi, sono reinterpretati in chiave moderna e interculturale: la tradizione orientale dell'immagine sacra incontra iconografie locali legate ai luoghi e agli abitanti di Antrodoco. Centrale e ricorrente è l'immagine della donna. La vita e la pittura di questo artista di talento parlano del dialogo possibile tra popoli e tradizioni culturali diverse.

Informazioni Tel. fax: 0746.578185/227